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QR code per i nostri corsi di laurea

Come contributo per documenti pubblici, ho preparato i QR code degli indirizzi web di parte dei corsi di laurea dell'area di scienze & tecnologia della università di Verona.

Se a qualcuno possono essere utili, eccoli:

La non-comunicazione di Poste.it

Ho un account di posta elettronica gratuito presso poste.it fin dall'attivazione del servizio, chiamato POSTEMAIL.
L'ho sempre usato come riferimento per i contatti personali con la banca, pubblica amministrazione, ecc. perché la garanzia data da poste.it circa l'identità del proprietario dell'account mi sembrava un valore aggiunto apprezzabile per i miei contatti.

Ieri, per caso, mi sono collegato al sito web poste.it e ho trovato il seguente avviso:


Avviso

Ricordo di un ottimo giornalista

giorgio_bocca

«La felicità della democrazia, la felicità di essere, di sentirsi uomini liberi. Tutti, liberi di vivere la vita nelle sue infinite forme, di manifestare, di realizzarsi come cittadini, di assumere diritti e doveri.

Questa felicità non è un bene astratto o uno stato ideale irrealizzabile, è qualcosa di estremamente concreto e cogente, qualcosa che ha spronato una generazione a volere e a fare la guerra partigiana, la guerra di liberazione dagli occupanti tedeschi. (…)

Una riflessione, non mia, sugli indici come h-index

Mi piace e quindi diffondo:
Alessandro Ferretti: "Gli indici bibliometrici sono correlati solo statisticamente con la qualità della produzione scientifica, è gli errori commessi nel loro utilizzo su dei singoli sono inaccettabilmente alti (cfr. il report "citation statistics" della Mathematical Union http://www.mathunion.org/fileadmin/IMU/Report/CitationStatistics.pdf)

Pro memoria

Sicuramente per i prossimi 10 anni dovremmo ricostruire: sarà compito di tutti, ma soprattutto di chi negli ultimi 20 anni non è stato complice del regime che ieri è stato fermato.

Oggi su "La Repubblica" Francesco Merlo ha scritto un editoriale di rilievo: "Quei pozzi avvelenati dalla giustizia alla Rai" - Repubblica.it http://www.repubblica.it/politica/2011/11/13/news/merlo_13_novembre-24929333/ in cui descrive chiaramente quanto sarà arduo l'opera di ricostruzione.

Non si possono copiare articoli quando c'è il copyright nemmeno citando esplicitamente la fonte. Mi permetto solo di riprodurre qui, pro memoria, uno stralcio piccolo piccolo:

Sentir comune...

Giovedì scorso (27/10/2011 per comodità), il senato accademico dell'Università di Verona si è riunito per "rivotare" il nuovo statuto secondo la legge 240, già votato in modo errato il 23 giugno 2011.

Vicenda un po' triste perché si è dovuto "convalidare" una votazione che fu confusa, frettolosa e poco serena. Allora votai contro lo statuto perché non furono accolte delle richieste di emendamenti firmate da molti docenti dell'Università. E così pure giovedì, perché la votazione serviva per confermare la scelta di giugno.

Tutto questo fa parte della vita democratica: si discute, ci si impegna per convincere gli altri della bontà delle proprie idee ma alla fine si vota e si decide. Se si perde ma si è convinti ancora che gli altri siano in torto, ci si deve impegnare perché la scelta fatta sia comunque applicata nel modo più pulito possibile convinti che prima o poi il meglio emergerà.

Ma perché in Italia inseguiamo sempre le mode straniere quanto queste sono già state abbandonate?

Il nuovo sistema di reclutamento dei ricercatori e professori che si sta mettendo a punto in Parlamento prevede di valutare sostanzialmente la carriera di un aspirante ricercatore/professore in termini di indici bibliometrici. Sembra che questo criterio varrà per la maggior parte delle discipline scientifiche (i matematici, più saggi, hanno ottenuto di non essere valutati considerando anche gli indici bibliometrici).

Come sempre quando si introducono delle novità, anche sulla questione dell'uso degli indici bibliometrici si sono scatenati i commenti più disparati, divisi tra gli strenui sostenitori (sono oggettivi) e gli strenui detrattori (sono facilmente aggirabili in pochi anni).

Io credo che l'affidare la valutazione di un ricercatore a sole misure automatiche sia l'ennesima scappatoia per non assumere la responsabilità di una valutazione puntuale del soggetto.

L'Università Italiana è davvero inadeguata?

Mi è capitato fra le mani questo opuscolo redatto da Massimiliano Vaira, docente a Pavia, sulla questione di questi continui proclami che nessuna università italiana è tra le prime 100/200/500 nel mondo.

Ancora una volta si dimostra che spesso certe classifiche globali rispondo più a esigenze locali che quelle globali: insomma dichiaro una cosa di utilità globale per poter avere un tornaconto locale.

Buona lettura!

Ma con che faccia?

Oggi ho letto con un certo fastidio l'intervista al ministro Gelmini pubblicata su "La Repubblica": ammettere dopo un anno che ci sono stati dei tagli e dire che ora è pronta ad ascoltare gli studenti dopo un anno in cui si è sempre sottratta accusandoli di essere manipolati mi suona offensivo oltre modo.
Questo ministro ha sempre ignorato tutte le richieste e proteste rispondendo sempre in modo altezzoso e demagocigo: chi era contro era un comunista o manipolato dai comunisti o dai baroni.

Basta solo vedere come si stanno approvando i 38 decreti attuativi della riforma 'Gelmonti' (Legge 240/10) per capire quanto male sta facendo questa riforma all'istruzione e ricerca italiana.

Le proteste all'intervista sono arrivate subito, da quasi tutti i fronti (escluso il fronte dei Rettori (leggi CRUI) che negli ultimi tempi hanno fatto proposte peggiori della riforma stessa!).

Mac OS X 10.7 detto anche Lion

Ho aggiornato il sistema operativo del mio PowerBook a Lion.

Primi lavori necessari post aggiornamento:

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